La Compagnia di Santa Maria delle Vergini

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La Venerabile Compagnia di Santa Maria delle Vergini

Nel percorso che portò alla nascita e alla costruzione del tempio dedicato alla Madonna delle Vergini, giocò un ruolo essenziale l'impegno della Venerabile Compagnia di Santa Maria delle Vergini. Quest'ultima nacque nel 1551 dall'unione della Venerabile Compagnia dei Sacchi Azzurri e della Compagnia dei Vergini, formata da fanciulli e fanciulle di età inferiore ai diciotto anni.

Le molte offerte permisero alla Compagnia l'acquisto di una fornace, utile per la costru­zione del nuovo tempio, di alcuni terreni e di alcune case in città, insieme al manteni­mento di alcuni sacerdoti che officiavano e per i quali si costruì un'abitazione accanto alla chiesa. Nel 1566 la chiesa fu offerta dalla stessa compagnia, in difficoltà per il mantenimento dei Cappellani, alla Congregazione dei Carmelitani Rifor­mati di Mantova.

La fama sempre crescente della Congregazione spinse la cittadina Confraternita dei Bifolchi prima, e successivamente diverse notabili famiglie Maceratesi (Fata, Ciccolini, Panici, Pancalducci, Mozzi) a chiedere la concessione, i primi dell'altare Maggiore e le altre delle restanti cappelle che si impegnarono a decorare e mantenere in perpetuo. Fu invece la stessa Congregazione, in segno di ricono­scenza, ad offrire una cappella al Cardinale Albani, Governatore della Marca, il quale si era attivato affinché venissero terminati i lavori di copertura della chiesa e di finitura delle finestre.

A causa di alcuni terremoti avvenuti nel 1704 e nel 1784 furono presto necessari degli interventi di restauro. Le difficoltà economiche incontrate dalla Venerabile Compagnia nel corso di tali avori, la indussero a concedere ai Padri Carmelitani in enfiteusi perenne tutti i suoi beni, dietro stipula di un nuovo contratto sottoscritto nel 1789.

Nel 1809 con il ritorno dei francesi vennero soppressi tutti gli ordini religiosi e tutte le congregazioni secolari tra cui anche la Venerabile Compagnia di Santa Maria delle Vergini. I beni della congregazione passarono interamente alla neonata Congregazione della Carità.