La Regola

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La regola

DALLE “REGOLE DELLA COMPAGNIA DELLA MADONNA DELLE VERGINI DI MACERATA” approvate e sottoscritte da Filippo Riccabella, Vescovo di Macerata, nell’anno 1551

Cap.I Alla Compagnia si ammettono persone educate secondo i buoni costumi e timorate di Dio, mentre non si accettano usurai, individui moralmente spregevoli, concubini, giocatori d'azzardo e bestemmiatori. II Confratello che, ammonito per tre volte per i suddetti peccati, non mostri segni di redenzione, verrà espulso dalla Compagnia e costretto a svestirsi del sacco .

Cap.II Coloro che vorranno entrare a far parte della Compagnia verranno presentati dal Rettore il sabato sera: II sabato sera seguente i Fratelli riuniti ne voteranno l'ammis­sione dopo essersi adeguatamente informati sulla loro vita e sulle loro qualità morali. Se saranno ammessi il sabato successivo dovranno comparire in processione vestiti di sacco e con una torcia di cera bianca.

II candidato che non abbia ottenuto i due terzi dei consensi , non potrà ripresentare la sua domanda di ammissione alla Compagnia prima che sia trascorso un anno. Ogni votazione deve comunque svolgersi con la presenza di almeno venti Confratelli.

Cap.III L'amministrazione della Compagnia è data in mano ad otto persone dette Con­siglieri scelti tra i Confratelli i quali andranno a costituire il Bussolo ; qualora si dovesse verificare il venir meno di uno di questi elementi ,per qualsivoglia motivo, esso dovrà essere sostituito con altro Confratello su designazione del Rettore e dei Consiglieri. Colui che scelto ,rifiutasse l'incarico, sarà condannato al pagamento della somma di un Giulio da mettere nella cassetta delle elemosine.. Si stabilisce inoltre che l'età minima per poter entrare nel Bussolo o svolgere qualsivoglia incarico ufficiale, sia di venti anni.

Cap.IV Per I' elezione del Rettore e dei suoi due Consiglieri si procede attraverso un'estra­zione a sorte su terne di nomi elaborate dagli otto Consiglieri ; il primo nominativo indicato dalla terna estratta ricoprirà la carica di Rettore e i due successivi quella di Consigliere. Tali incarichi dureranno per due mesi, alla scadenza dei quali si estrarrà ,dalle terne rimaste dalla prima estrazione, un'altra terna e così via , di due mesi in due mesi. In nessun caso deve accadere che un Confratello svolga due incarichi contem­poraneamente.

Cap V Coloro che, estratti sempre a sorte in numero di due alla settimana fra tutti i Confratelli ,dovranno andare la domenica successiva per la città e per le chiese limitro­fe a raccogliere le offerte per i poveri , metteranno il contenuto della loro raccolta nella cassetta delle elemisine. Quelli che rifiuteranno di svolgere tale compito saranno mul­tati al pagamento di un Grosso da inserire nella cassetta delle elemosine a favore delle Sorelle bisognose ( cassetta delle pupille ).
 
Cap VI Obbedienza assoluta è dovuta alla persone del Rettore , il quale stabilisce tutte le adunate dei Fratelli, le uscite ordinarie e straordinarie, l'abbigliamento e tutto quanto ritenga necessario. I Fratelli che contravverranno alla volontà del Rettore pagheranno la multa di un Giulio, mentre tre disobbedienze consecutive costeranno I' espulsione dalla Compagnia.

Cap.VII Le decisioni, i discorsi e le iniziative presi all'interno della Compagnia per nessun motivo debbono essere rivelati ad alcuno, in modo da evitare il sorgere di scan­dali o pettegolezzi. Chiunque non rispetterà questa regola verrà espulso dalla Compa­gnia:

Cap.VIII La processione del sabato sera alle dieci dal Convento alla Chiesa di Santa Maria delle Vergini, dovrà vedere la partecipazione di tutti gli aderenti alla Compagnia vestiti del loro sacco. Chi risulterà assente senza giustificato motivo sarà condannato al pagamento di una multa di un Carlino, se Rettore, e di due Bolognini , se Consigliere, da introdurre nella cassetta delle Pupille. Quattro assenze ingiustificate e continue o il mancato pagamento della multa determineranno l'espulsione dalla Compagnia. Sono comunque esonerati dall'obbligo di partecipare alla processione i Fratelli ultrasessantenni.

Cap.IX I Fratelli della Compagnia debbono confessarsi e comunicarsi almeno altre due volte l'anno ,oltre quelle stabilite dalla Chiesa, vestiti di sacco. Se un fratello nutris­se odio o rancore verso un Confratello o un qualsiasi altro esterno, il Rettore e il resto della Compagnia dovranno adoperarsi per una riconciliazione e per il perdono, in me­moria del sacrificio di Cristo crocefisso .

Cap.X Se uno dei fratelli cade malato, dopo il quarto giorno deve confessarsi e comu­nicarsi, se però l'infermità risultasse subito grave confessione e comunione debbono effettuarsi subito. II Rettore e due Fratelli dovranno fargli visita ogni giorno e portargli un Giulio per volta insieme a quanta può necessitare al Confratello malato .

Cap.XI Quando un appartenente alla Compagnia viene a morte, deve essere seppel­lito dai Confratelli vestiti di sacco. Qualora questi non rispettino tale regola, dovranno sostenere una sanzione pari al pagamento di un Giulio che servirà alla celebrazione di Sante Messe in suffragio del defunto e secondo il rito gregoriano (celebrazioni per trenta giorni consecutivi).