Cappella Ferri

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Cappella Ferri

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Questa cappella contiene, sulla sinistra uno dei più importanti pezzi della chiesa, l’adorazione dei Magi, datata al 1587 e firmata dal Tintoretto, al secolo Jacopo Robusti. Presumibilmente tuttavia l’opera fu in parte, se non totalmente realizzata da allievi della sua scuola.
La composizione si articola in tre piani: nel primo vi sono gli umili che preparano i loro doni al neonato Messia; nel secondo vi sono i grandi della terra che si incurvano dinanzi al Bambino, senza usare guardarlo, storditi dal fulgore di una maestà sovraumana; il terzo raccoglie un nimbo di angeli osannanti, che mostrano la loro origine celeste dalle loro vesti che sembrano tessute d’aria.
Il quadro di fronte la Tintoretto rappresenta l’Adorazione dei pastori, ed è copia tratta dalla Natività di Paolo Rubens, conservata a Fermo.
La pala d’altare, con il Crocifisso, non è di rilievo artistico.
Originariamente  la cappella doveva possedere una decorazione pittorica opera del maceratese Gasparrini (ca. 1590), ma è andata persa: gli stucchi odierni furono commissionati da Clelia Amici, vedova Ferri, nel secolo XVII.