Cappella Maggiore

streaming

gallery

gallery

gallery

Cappella Maggiore

Nel 1567 la corporazione dei Bifolchi Maceratesi ottenne a proprio nome la cappella e nel 1575 vi costruì un altare e un sepolcro. Gli ornati furono terminati invece solo nel 1595. Gli artisti che lavorarono alla cappella furono il maceratese Gaspare Gasparrini con Vincenzo e Cesare Conti, entrambi di Ancona. Presso questo altare la corporazione dei Bifolchi si radunava per celebrare la festa della propria Patrona, la Madonna Assunta, il 15 agosto.
La cappella è dedicata alla SS.ma Eucaristia, e tutta la decorazione ha un tema eucaristico. Il quadro dell’altare raggruppa due episodi evangelici:  l’ultima cena nella parte centrale e le Nozze di Cana nel primo piano: l’acqua si cambia in vino per la parola di Cristo e per la medesima parola il pane e il vino si cambiano nel suo Corpo e nel suo Sangue. Il quadro ad olio, dei Conti, risente molto della moda del tempo, che amava sfoggiare una perita abilità anatomica. Si nota nel lavoro un’ottima qualità coloristica che ricorda i veneti e la correttezza di disegno orientata verso la scuola romana.
L’affresco nel lato sinistro di chi guarda rappresenta la caduta della manna, anch’esso simbolo dell’Eucaristia che sazia l’anima nel terreno pellegrinaggio. La fattura dell’affresco denota una buona conoscenza della prospettiva aerea e ottime qualità paesistiche.
L’affresco nel lato destro narra un episodio della vita di David. Il giovane guerriero israelita fuggendo l’ira del suo re Saul, si rifugia presso l’Arca dell’Alleanza a cercare scampo e ristoro. I sacerdoti gli vanno incontro e lo rifocillano insieme ai suoi compagni col pane santificato. Presso i pilastri esterni quattro figure chiudono la decorazione. A sinistra: sopra S. Luca e sotto S. Girolamo; a destra S. Marco e S. Gregorio Magno. Dall’ampio panneggio rosso, s’inquadra in linee potenti la figura di S. Girolamo, notevole per le gigantesche sembianze corporee, l’eccelsa figura spirituale. In basso a sinistra: un affresco monocromo raffigura il profeta Elia che, addormentato sotto il Ginepro, è svegliato dall’angelo perché mangi del pane che lo sosterrà per quaranta giorni di viaggio. cappella maggiore particolare dx_resizedIn basso a destra è Abramo che, reduce della guerra contro Codorlaomor, è benedetto dal sacerdote di Dio, Melchisedec, al quale offre pane e vino, simboli eucaristici. Sotto i cornicioni gli stemmi della corporazione dei Bifolchi: una mano che regge la spiga e un operaio che guida il giogo. Nel cielo della cappella i dipinti a raggiera sono tele incollate al muro; da sinistra a destra: S. Giovanni , Angeli adoranti, S. Matteo, altri angeli. All’interno: S. Ambrogio di Milano, l’eterno Padre, S. Agostino. Le statue superiori in stucco rifinite con cura hanno un solo difetto: svaniscono per eccessiva distanza, mentre da vicino hanno pose e modellature nobili.